sabato, 24 agosto 2019

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Prestiti tra privati: vantaggi e rischi

Scritto da Redazione il 27 Febbraio 2013

Prestiti tra privati: vantaggi e rischi

Vi è mai capitato di effettuare un prestito ad un amico?
E vi è mai capitato di prestare soldi via internet ad un privato come voi?
Questa operazione di prestito tra privati, utilizzando esclusivamente i canali internet si chiama social lending, oppure Peer to Peer.
Si tratta di un fenomeno molto diffuso negli ultimi tempi e come tutti i prodotti finanziari, presenta vantaggi e rischi per i clienti.
C’è tuttavia chi ritiene che il social lending potrebbe un giorno sostituire gli istituti finanziari tradizionali nel settore dei prestiti al consumo.

Vediamo in cosa consistono questi prestiti tra privati:
Il social lending nasce da una community in cui coloro che prestano denaro e coloro che lo richiedono possono interfacciarsi senza dover ricorrere alla presenza di alcun tipo di intermediario. E’ ovvio che in un background fatto di una forte crisi economica, in cui le banche difficilmente erogano prestiti a privati, il social lending sta emergendo come via alternativa cui tutti possono ricorrere.
Il vantaggio risiede innanzitutto nei tassi di interesse, estremamente agevolati, che vengono applicati e nei tempi di erogazione di gran lunga inferiori a quelli imposti dagli istituti di credito. Non sono però da sottovalutare i rischi in cui possono incorrere e incappare i clienti che decidano di ricorre al social lending.

Ai privati che richiedano un prestito del tipo peer to peer, viene infatti assegnato un rating: ossia una sorta di livello di affidabilità dell’utente analogo a quello che viene assegnato dalle banche; più il livello è basso, maggiore sarà il tasso di interesse assegnato al richiedente per compensare il rischio assunto dai prestatori.

A questo bisogna poi aggiungere il fatto che, il prestito tra privati è fortemente influenzato dalla storia creditizia dei richiedenti, in particolare, ad esserne influenzato è il taeg che ricordiamo essere il Tasso Annuo Effettivo Globale. Chi in passato ha infatti già richiesto e rimborsato un prestito, ha la possibilità di ottenere un tasso competitivo, mentre coloro che non hanno una reputazione creditizia, come i giovani, devono accontentarsi di un taeg del 9%, più alto rispetto a quello ottenuto dagli utenti più maturi.

Ricorrere al social lending risulta quindi essere la soluzione più vantaggiosa, non solo per coloro i quali necessitano di contante immediatamente ma anche per quelli che vorrebbero guadagnare investendo del denaro, potendo contare su tassi di remunerazione più elevati e quindi più competitivi di quelli di un conto deposito.

 

Per ovviare ai possibili rischi del caso, gli istituti di credito hanno pensato a diverse soluzioni:

  • il rischio viene diversificato ripartendo tra più richiedenti l’ammontare della somma messa a disposizione dal prestatore, affinché egli sia tutelato e non perda tutto il denaro nel caso l’utente si rilevasse un cattivo pagatore.
  • la società intermediaria che eroga il servizio in caso di morosità attiva immediatamente un programma di recupero crediti. Vediamo i due principali sistemi di social lending oggi attivi sul mercato: nel caso di Smartika, questo programma è a carico del prestatore, che deve quindi confidare di incontrare sempre pagatori puntuali; mentre nel caso di Boober i costi restano a carico del debitore se il recupero va a buon fine, in caso contrario verranno fornite le generalità al finanziatore che deciderà poi, a sue spese, se proseguire nella ricerca dell’insolvente.

In ogni caso, possiamo concludere che il successo del social lending risiede nel fatto che il richiedente può contare su un tasso di interesse vantaggioso e che il prestatore può usare questo strumento per investire liquidità nel breve-medio periodo, contando su tassi di interesse più alti rispetto a quelli offerti dagli istituti di credito.

vostrisoldi.it


 

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