martedì, 17 settembre 2019

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Pecorino UP, Parmigiano DOWN; Fratelli Pinna spinge sull’export

Scritto da Redazione - lunedì, 13 Maggio 2019 - Letto 289

Il Pecorino Romano è un formaggio italiano a denominazione di origine protetta, la cui zona di origine comprende la Sardegna, il Lazio e la provincia di Grosseto.
Il suo prezzo era pari alla metà del Grana Padano e un terzo del Parmigiano e questa diminuzione generale dei prezzi ha spinto masse di Italiani sempre maggiori a preferirlo. Così il prezzo del Pecorino ha cominciato a salire di valore e di apprezzamento. Sarà merito del suo sapore deciso, del gusto aromatico e lievemente piccante, fatto sta che nel giro di qualche anno la richiesta di pecorino romano, soprattutto dall’estero è aumentata e il prezzo all’ingrosso di queste forme, prodotte per lo più in Sardegna, è raddoppiato.

LE QUOTAZIONI DEL PECORINO ROMANO HANNO SUPERATO I PREZZI DEL FORMAGGIO STAGIONATO PIÙ FAMOSO DEL MONDO

“Siamo passati dai 4,50 euro al chilo del 2009 agli attuali 8,50”, racconta Pierluigi Pinna amministratore delegato della Fratelli Pinna di Thiesi.
La Fratelli Pinna rappresenta un’eccellenza sul territorio e realizza il 24% del Formaggio Pecorino prodotto a livello nazionale. Con  uno stabilimento di 28mila metri quadri, certificato secondo le norme ISO 9001 e gli standard europei di sicurezza alimentare BRC e IFS, ospita 185 dipendenti per produrre e vendere oltre 100mila quintali di formaggi e ricotte per un fatturato annuo superiore ai 65 milioni di euro, di cui oltre il 30% realizzato all’estero.

Un formaggio amatissimo negli Stati Uniti e in Europa. Tanto che le sue esportazioni sono cresciute nei primi mesi di quest’anno del 20%, secondo Coldiretti. E il suo prezzo ha superato quello del re degli stagionati made in Italy: il Parmigiano Reggiano, che ora vale intorno agli 11 euro.

IL MAGGIOR PRODUTTORE ITALIANO HA INTUITO IL TREND E NEGLI ULTIMI 5 ANNI HA INVESTITO 10 MILIONI PER RINNOVARE GLI IMPIANTI

Il buon andamento delle quotazioni ha da tempo solleticato anche gli appetiti di grandi gruppi caseari che sono sbarcati nella terra dei Nuraghi, dove pascolano la metà delle pecore del Bel Paese (3 milioni su 6).
Granarolo ha rilevato il 65% della Ferruccio Podda, piccola realtà che fatturava una dozzina di milioni. Un accordo strategico per l’ingresso della società bolognese nel settore dei formaggi duri.
Ma ancora prima Auricchio aveva acquistato l’azienda Gloria, siciliana ma con sede nel cuore della Sardegna pastorale, confermandosi insieme alla Sarda Formaggi di Buddusò, tra i più grandi produttori di ‘romano’ dopo i Pinna.

“Un grande gruppo ha contattato anche noi, ma non abbiamo venduto”, ricorda Pierluigi Pinna.
La sua azienda sviluppa un fatturato di oltre 60 milioni di euro in continua crescita e realizza il 40% dei ricavi sui mercati esteri. Un’eccezione nel panorama sardo, contraddistinto da molte microaziende. Realtà spesso troppo piccole per far fronte alle esportazioni. Eppure alcune capaci di produrre formaggi di grande qualità.

La Fratelli Pinna è diventata una realtà industriale che oggi dà lavoro a 185 persone e muove quotidianamente ben 45 camion refrigerati, solo in Sardegna, per la raccolta di 260mila litri di latte, prodotto da 220mila pecore di proprietà di 1500 pastori.
La lavorazione avviene negli stabilimenti in provincia di Sassari, dove il latte viene trasformato in 100mila quintali di formaggi e ricotte.
Gli affari vanno a gonfie vele e i Pinna hanno aperto un’azienda anche in Romania, la Lactitalia, che genera 5 milioni di fatturato, ma ha attirato l’ira della Coldiretti che li accusava di vendere da lì formaggi con nomi italianeggianti.
Ma negli ultimi cinque anni quest’azienda familiare ha investito 10 milioni nello stabilimento in Sardegna, per nuovi impianti di stagionatura, di produzione e confezionamento.

Il vero business per tutti i produttori resta però il pecorino romano, che su una produzione nazionale di formaggi di pecora di 67mila tonnellate nel 2013, ne pesa 24.700. Di queste ben 10mila sono destinate negli Usa e 5.200 nell’Unione Europea.

 

fonte:
https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2014/12/15/news/il_pecorino_sorpassa_il_parmigiano_e_la_fratelli_pinna_spinge_sullexport-102919088/?refresh_ce

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