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Smart Contract e ERC20 – Cosa sono e come funzionano

Scritto da Redazione - venerdì, 12 ottobre 2018 - Letto 163

Gli smart contract sono un protocollo che facilita la negoziazione o l’esecuzione di un contratto. Sono dei veri e propri contratti intelligenti dove si possono automatizzare le clausole contrattuali in modo parziale o completo.
Quando si è iniziato a parlare di Smart Contract o di contratti intelligenti il primo pensiero e la prima semplificazione è stata quella di considerarli come una minaccia al lavoro di avvocati e notai.

Smart contract: cosa sono
Si tratta di contratti digitali atti a scambiare proprietà, denaro, azioni o altri asset di valore in modo trasparente, sicuro e senza intermediari. Uno smart contract non solo definisce i termini del contratto, ma automatizza alcuni compiti e provvede a farlo rispettare.

Provate a pensare ad un distributore automatico di servizi: pagando una certa somma si ottiene subito il documento (o un qualsiasi altro bene) richiesto, evitando lunghe trafile o procedure complesse.

Quali sono le fasi che caratterizzano un contratto di questo tipo?

  • Il contratto si registra nella blockchain con un codice automatico.
  • I partecipanti restano anonimi, il contratto invece viene salvato su un registro distribuito.
  • Il contratto viene eseguito in automatico quando si raggiunge la data di scadenza impostata o si raggiunge un eventuale prezzo

È chiaro che le applicazioni di questa tecnologia sono innumerevoli:
si va dal campo delle elezioni o votazioni, al management, passando per distribuzione ed automazione.

Cosa rende gli smart contract veramente importanti per il futuro?

  • L’indipendenza da intermediari
  • Fiducia, il registro è infatti pubblico e può essere ispezionato da chiunque
  • La sicurezza, nella blockchain infatti i contratti vengono salvati più volte
  • Il risparmio di denaro (non ci sono intermediari)
  • La precisione: non dovendo compilare a mano i moduli si evitano gli errori

ERC20: cos’è?
Si tratta di uno standard di Ethereum per sviluppatori di wallet e smart contract, una sorta di template per la creazione di token.
Cercando di spiegarlo in parole semplici, ERC20 consente agli sviluppatori di sapere fin da subito come si comporterà un qualsiasi nuovo token basato su questo standard. Questo permette di lavorare seguendo determinate regole senza dover inventare tutto da capo ogni volta.

Da cosa è composto uno smart contract ERC20?
Da un insieme di sei funzioni che il network Ethereum è in grado di comprendere e riconoscere immediatamente. Tra le funzioni implementate nell’ERC20 c’è quella sul trasferimento del token, il nome, il simbolo, l’offerta e l’equilibrio del token stesso.

Questo protocollo semplifica molto la procedura di creazione di un nuovo token, ecco perché è adottato praticamente da oltre il 90% delle criptovalute uscite negli ultimi 3-4 mesi.
Ma ERC20 cosa significa?
Tradotto in inglese è “Ethereum request for comments”, mentre 20 è il numero identificativo della proposta.

Questi token sono quindi collegati alla blockchain di Ethereum, utilizzano gli address (indirizzi) ethereum e anche i codici di transazione ETH. Ecco perché si possono conservare o trasferire tramite i portafogli compatibili con Ethereum, come ad esempio MyEtherWallet o Mist.

Nep5: cos’è?
Come forse già sapete, Ethereum non è l’unica blockchain a permettere la creazione di smart contract. In Asia il principale concorrente di ETH è senza dubbio NEO. Anche NEO ovviamente permette la creazione di contratti digitali e lo standard per i nuovi token è chiamato NEP5 (l’esatto equivalente di ERC20 per ETH). Questi sono alcuni token NEP5: GAS, Deepbrain Chain, Trinity Network, Red Pulse, Qlink, TheKey, Zeepin.

 

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