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Contratti Futures: cosa sono e come funziona il loro mercato (pt. 1)

Scritto da Redazione - venerdì, 30 Aprile 2010 - Letto 3219

Che cosa sono I contratti FuturesUn contratto future è un accordo standard fra due parti in relazione all’acquisto e alla vendita di uno specifico ammontare di una commodity di una data qualità ad un prezzo concordato in un determinato momento futuro, in un determinato luogo.

I contratti di futures “lunghi” (long) sono accordi per comprare un certo ammontare della commodity in un certo mese futuro. I contratti futures “corti” (short) sono accordi per vendere un certo ammontare di commodity in un certo mese futuro. La compravendita dei contratti futures avviene su un mercato di borsa, il Chicago Board of Trade.

E’ importante sottolineare la distinzione tra mercato di borsa e mercato “over the counter”. I mercati di borsa sono mercati dove si negoziano contratti la cui definizione è stata decisa da una borsa. E’ la borsa che stabilisce come si effettuano le negoziazioni, come si liquidano i contratti, e così via. Il mercato OTC (over the counter) è in primo luogo un mercato tra istituzioni finanziarie, società industriali e gestori di fondi, che negoziano tra loro per mezzo di linee telefoniche, senza il coinvolgimento di nessuna borsa. Il mercato OTC è molto più grande del mercato di borsa.

Per comprendere meglio cosa sono e a cosa servono i futures è bene descrivere in primo luogo come funziona il mercato dei futures. Al mercato dei futures si ha accesso attraverso i brokers che operano nella borsa. Per entrare in un contratto futures bisogna prendere contatti con un broker. Il broker chiede al trader di effettuare un deposito a garanzia degli impegno presi. Questo deposito è chiamato margine iniziale (initial margin). I livelli minimi di margini iniziali sono fissati dalle borse. Questo margine iniziale verrà poi utilizzato dal broker per aprire un “deposito di garanzia” (margin account) intestato al trader.

Il margine iniziale è tale da assicurare un buon livello di leverage, vale a dire che corrisponde al 15-20% del valore dei futures contrattati. Fatto il deposito il trader chiede al broker di assumere una posizione (lunga/corta) sul mercato, vale a dire di acquistare o vendere un contratto future. Il prezzo di liquidazione del contratto (settlement price) viene utilizzato nella procedura di liquidazione giornaliera che è nota come “aggancio al mercato” (marking to market). Il prezzo di liquidazione di un certo giorno è il prezzo al quale il contratto viene negoziato -in quel giorno- alla chiusura delle contrattazioni.

Se il prezzo di liquidazione del giorno t+1 è maggiore del prezzo del giorno t nel quale il trader ha assunto una posizione corta, al giorno t+1 il trader avrà perso la differenza tra i due prezzi, differenza che sarà addebitata sul conto di deposito del trader. Un aumento del prezzo del future fa perdere soldi a chi ha assunto una posizione corta e  ne fa guadagnare a chi ha assunto una posizione lunga. Al contrario, una diminuzione del prezzo del future fa guadagnare chi ha assunto una posizione corta e fa perdere chi ha assunto una posizione lunga.

I guadagni e le perdite conseguiti vengono accreditati/addebitati sul conto di deposito del trader. In genere viene fissato un margine di mantenimento (maintenance margin) pari in genere al 75% del margine iniziale. Se il saldo del deposito di garanzia scende al di sotto del margine di mantenimento il trader riceve una richiesta di integrazione (margin call) da parte del broker. Il trader deve allora effettuare un versamento che porti il saldo al livello del margine iniziale. Se tale versamento non viene effettuato la posizione del trader viene chiusa.

Ad ogni modo, al momento della chiusura della posizione in futures (su richiesta del trader o a causa di mancata risposta al margin call) il broker prende contatto con la borsa e assume per conto del trader una posizione contraria a quella detenuta al momento della chiusura.

Molti contratti futures vengono chiusi prima del periodo di consegna (delivery period), ma alcuni no. E’ la possibilità della consegna finale che tiene legati insieme i prezzi futures e i prezzi di mercato (spot prices). Nei casi in cui la consegna viene effettuata l’iniziativa spetta alla parte con la posizione corta. Per alcuni contratti, come i futures su indici azionari, è prevista la liquidazione per contanti (cash settlement) piuttosto che la consegna fisica (physical delivery). In questi casi, c’è una sola data di scadenza. I contratti vengono liquidati in genere in base alla procedura del marking to market fino alla data di scadenza.

In tale data è prevista una liquidazione finale basata sul prezzo spot dell’attività sottostante, dopodiché i contrati sono dichiarati chiusi. Una delle attrattive dei contratti futures, per gli attori del mercato e gli speculatori, è che essi incorporano una leva finanziaria (leverage). Vale a dire che la quantità di danaro necessaria per effettuare una transazione (il margine iniziale) rappresenta una percentuale relativamente piccola del valore delle attività
negoziate (dell’ordine del 10%).

fonte: V. Sodano, Università Federico II, Napoli

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