Nel corso del nostro articolo Lo Spread trading in un esempio concreto, molti ci hanno scritto ponendoci domande e interrogativi. Da qui abbiamo capito che l’interesse per l’argomento è alto, quindi l’idea di un altro articolo usando se, possibile, un linguaggio ancora più semplice e comprensibile.
Per fare questo ci vengono in aiuto i colleghi di Trading around.
Buona lettura a tutti.
Lo spread trading nei future è conosciuto da moltissimo tempo, ma tuttavia è una tecnica nuova per molti degli attuali trader. Partiamo con la definizione: uno spread è definito come la vendita/acquisto di uno o più contratti future e contemporaneamente l’acquisto/vendita di uno o più contratti future contrapposti. Uno spread è creato anche quando un trader possiede fisicamente il sottostante (è “long”, possiede una partita di mais – è il caso di un agricoltore) e lo controbilancia vendendo (andando “short”) un equivalente contratto future (sempre sul mais).
Inoltre, uno spread è definito come l’acquisto e la vendita di uno o più contratti contrapposti, riconosciuti come spread per il fatto che i due lati dello spread sono effettivamente correlati in qualche modo. Ciò esclude esplicitamente quegli spread “non convenzionali”, che spacciati da alcuni trader in realtà sono solamente delle coincidenze statistiche evidenziate dai computer e riguardano contratti future che tra loro non sono in nessun modo correlati.
Tali spreads non sono realmente correlati - ad esempio comprare future sui titoli di stato e vendere future sul grano – e hanno la stessa rilevanza di quelli che affermano che l’andamento annuale del mercato azionario americano sia in qualche modo correlato al risultato dell’evento sportivo del Super Bowl.
Per ragioni tattiche, nell’eseguire la particolare strategia dello spread trading, noi possiamo:
1. contemporaneamente comprare un contratto future di un tipo (ad esempio l’indice DAX), con scadenza in un determinato mese (giugno 2009), e vendere un contratto future dello stesso tipo con scadenza in un mese diverso (settembre 2009) – Spread Intramarket. Gli spread Intramarket sono creati solo come spread di calendario (calendar spread)
2. contemporaneamente comprare un contratto future di un tipo (ad esempio l’indice FTSE100 della borsa di Londra), e contemporaneamente vendere un contratto future diverso (ad esempio l’indice CAC40 della borsa di Parigi) – Spread Intermarket. Gli spread Intermarket possono diventare anche spread di calendario se, oltre a mercati diversi, si utilizzano anche mesi diversi
3. comprare un contratto future in una Borsa (ad esempio grano del Chicago Stock Exchange – CHX) e vendere un contratto future correlato in un’altra Borsa, ad esempio grano della Borsa di Kansas City – Spread Inter-exchange
4. possedere fisicamente una commodity sottostante (ad esempio una partita di mais), e vendere un contratto future della stessa commodity – Hedge
5. possedere una posizione azionaria, e vendere un contratto future relativo allo stesso “sottostante” – Hedge
6. possedere un determinato strumento finanziario, e vendere un contratto future relativo allo stesso strumento – Hedge
Le motivazioni alla base dello spread trading sono uno dei segreti meglio custoditi da parte degli operatori “interni” dei mercati dei future. Mentre gli spread sono fatti comunemente dagli “interni” dei mercati, molto sforzo viene fatto per nascondere questa tecnica, e tutti i suoi benefici, agli “esterni”.
Gli Spread sono una delle più prudenti forme di trading, molto più sicura del trading diretto dei semplici (“outright”) contratti future.
Vediamo i benefici degli spread
1. gli spread Intramarket richiedono margini molto inferiori, tipicamente tra il 25% e il 75% del margine richiesto per una semplice posizione future
2. gli spread Intramarket offrono un potenziale ritorno sull’investimento molto maggiore del future perché per ottenere lo stesso potenziale ritorno basta investire un margine molto minore
3. gli spread, in generale, hanno trend maggiori rispetto ai singoli future
4. gli spread frequentemente hanno trend anche quando i singoli future hanno un andamento piatto
5. gli spread possono essere filtrati sulla base della stagionalità e della “backwardation”, oltre a ogni altro metodo che può essere utilizzato per selezionare i singoli future
6. Gli spread possono essere utilizzati per creare posizioni parziali sui future. Infatti ogni cosa che può essere fatta con le opzioni sui future, può essere compiuta anche attraverso lo spread trading
7. Gli spread, in particolare Intramarket, consentono di ridurre il rischio rispetto alle semplici posizioni su contratti future. Il rischio minore in assoluto si ha quando si possiede il sottostante e il relativo contratto future. Gli spread danno la possibilità di “hedge” (cioè “coprire”, “assicurare”) qualsiasi posizione che si può avere nel mercato. Sia con l’hedge tra sottostante fisico e contratto future, sia con l’hedge tra due contratti future, il rischio è minore di una semplice posizione future. In questo senso, ogni hedge è uno spread e ogni spread è hedge
8. L’ordine per entrare o uscire da uno spread può avere luogo sia utilizzando uno specifico ordine di spread sia piazzando ordini separati per ciascun lato dello spread (in questo caso si parla di “legging in/out”)
9. Gli spread sono uno dei pochi modi per ottenere eseguiti decenti quando si entra o si esce alla chiusura del mercato
10. I dati “live” dalle Borse non sono necessari per lo spread trading, e quindi è possibile risparmiare su questi costi
11. Non si è vittima della “caccia agli stop” quando si utilizzano gli spread
Gli spread Intermarket e Inter-exchange frequentemente richiedono due margini. Ciò nonostante ci sono molti spread Intermarket and Interexchange che possono essere molto redditizi. Di seguito vediamo, come esempio, uno spread Intermarket tra il T-Bond a 30 anni e il T-Notes a 10 anni. Supponiamo di comperare Ten-Year notes e vendere contemporaneamente T-bonds.
Il valore dello spread all’entrata è pari a 1. Il margine è 1.150 USD. Il valore dello sprad all’uscita è pari a 3. Il profitto sullo spread è stato quindi di 2 punti: ogni punto equivale a 1000 USD, pertanto il trade è stato chiuso con un guadagno di 2.000 USD. Confrontiamo il margine sullo spread, pari a 1.150 USD, con il normale margine per una semplice posizione future sul T-note, pari a 2.000 USD.
Cosa sarebbe successo se, anziché fare uno spread, avessimo comprato solo il future del T-Note nello stesso periodo? Con il semplice future avremmo perso dei soldi nello stesso periodo in cui abbiamo invece guadagnato (2.000 USD) con lo spread. E’ successo perché il prezzo del T-bond futures è sceso molto più velocemente di quello del T-note. Il future del T-note è crollato, ma il crollo del T-bond è stato molto più grave.
Come si può notare, anche quando i prezzi precipitano, è possibile fare un profitto significativo in uno spread, e senza la paura della “caccia agli stop”. Invece del profitto di $2.000,00 fatto nello spread, si sarebbero persi con il solo future del T-note oltre 5.000 USD.






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Bentornato su Come Investire Oggi. Anche questa settimana ti proponiamo un’interessante analisi dei mercati finanziari nazionali ed internazionali che ti sarà utile a capire meglio come investire i tuoi risparmi. Se è la prima volta che entri in questo blog e leggi questo questo nuovo servizio, ti consiglio di inserire i tuoi dati nel form qui sotto o
Altra settimana di forti discese per i mercati finanziari mondiali. L’indice principale italiano, il Ftse Mib, perde il 4,5% chiudendo l’ottava appena sopra i 19 mila punti. Il ribasso da inizio anno supera il 18% e molti titoli si trovano oltre i minimi di marzo 2008. Male anche i mercati americani, che violano il supporto dei 1.040 punti dell’S&P 500. Le performance negative degli indici di Wall Street si aggirano sul 5%. Sul resto dell’Europa, parigi segna un – 4,9%, Francoforte -3,9%, Londra -4,1%.
Altra settimana molto positiva per i mercati che dopo il crollo maturato nel mese di maggio continuano la fase di recupero.