La sottoscrizione ad un fondo, può avvenire in due modi:
- Tramite un unico versamento (denominato PIC) effettuato all’atto d’iscrizione nel fondo, unicamente firmando un contratto per l’importo che si ritiene più opportuno.
- Oppure, tramite una serie di versamenti (denominati PAC) definiti alla sottoscrizione, si decide l’importo totale e la scadenza ultima.
Di solito si entra nel fondo con una cifra iniziale che può essere bassa e contemporaneamente, si programmano i versamenti in funzione del programma d’accumulo. Dal mio punto di vista, i PAC con i loro versamenti periodici, riducono il rischio di volatilità dell’investimento, inoltre un acquisto effettuato in diversi momenti, distribuisce il rischio sul prezzo medio d’acquisto. Al contrario, un unico acquisto concentra il rischio nell’unico prezzo iniziale.
Diverse persone affermano che i fondi comuni d’investimento sono gratuiti, sarà vero? Proviamo ad analizzare i costi diretti e indiretti (non uguali per tutte le emittenti), ai quali si va incontro al momento della sottoscrizione (fonte dei dati Assogestione).
- Commissioni di sottoscrizione: sono pagate al momento della firma, ma sono ammortizzabili nel corso degli anni e la loro incidenza decresce con la permanenza nel fondo. Le commissioni di sottoscrizione, solitamente previste in alternativa a quelle di vendita, costituiscono la remunerazione della rete di vendita. Sono calcolate come percentuale dell’investimento iniziale secondo un sistema a scaglioni che prevede percentuali più basse per versamenti più elevati e viceversa. Generalmente possono variare tra il 2% e il 4%, sulla somma da investire. Esistono anche dei fondi che non applicano commissioni di sottoscrizione, i cosiddetti fondi “no load”, che in ogni modo realizzano altri tipi di commissioni.
- Commissioni di rimborso: sono da pagare quando si decide di uscire dall’investimento in un fondo. Queste commissioni sono calcolate come una percentuale che varia tra 0,5% e 1,5% sul valore di rimborso e sono detratte direttamente dal valore di rimborso. L’importo di queste commissioni, spesso decresce, fino ad annullarsi, in relazione al numero di anni in cui gli investitori mantengono il fondo. In alcuni casi particolari, le spese di rimborso non sono richieste, per esempio, se si supera un periodo maggiore a quello stabilito nei diversi prospetti informativi.
- Commissione di performance: è applicata alla differenza positiva del rendimento del proprio fondo, rispetto ad un indice di riferimento. Generalmente, questi tipi di spese sono determinati o attraverso una percentuale sulla differenza di performance o attraverso aumenti di commissioni sulla gestione.
- Commissioni di gestione: sono chieste per coprire le spese di gestione, cui la società di risparmio deve far fronte giornalmente. Queste spese sono stimate come una percentuale compresa tra 1% e 2% del patrimonio netto e sono detratte quotidianamente. Questa tipologia di costi è maggiore per i fondi azionari rispetto a quelli obbligazionari, per varie motivazioni legate ad una gestione più complicata dei primi.
- Commissioni di trasferimento: sono necessarie per lo spostamento (noto anche come operazione di switch) delle proprie risorse finanziarie, tra le diverse tipologie di fondi, all’interno della stessa società di gestione. Questa spese, sono decise a discrezione della filosofia aziendale del gestore: per alcune società sono gratis, per altre consistono in una percentuale pari allo 0,2-0,3% della somma da trasferire.
- Commissioni di deposito e d’amministrazione: sono pagate perché la società di gestione, le deve accreditare alla banca depositaria per le sue funzioni operative. Sono calcolate, o come percentuale sul valore del patrimonio gestito dalla società di gestione o come spesa minima fissa.
- Commissioni di negoziazione: sono applicate per coprire le spese di compravendita di strumenti finanziari sostenute dalla società di gestione. Tali commissioni varieranno secondo la tipologia di negoziazioni effettuate: ovvero se riguardano azioni o titoli di stato, oppure se avvengono su mercati regolamentati esteri o nazionali.
- Commissioni varie: oltre ai sopraindicati costi, esistono nella maggior parte dei casi, altri esborsi, necessari per le diverse attività legate al fondo; le pubblicazioni, le stampe, i legali, le revisioni e le certificazioni.
In conclusione, tenete presente che la scelta dei fondi come strumento d’investimento, equivale ad una sorta di delega a terzi per la gestione collettiva dei vostri risparmi in diverse attività. Sappiate che i gestori, pur essendo degli esperti nel settore, non sempre vi permettono di avere dei ritorni positivi, come ben sapranno gli amici che lo hanno sperimentato sulla loro pelle…




I fondi comuni d’investimento possono soddisfare le esigenze tanto del piccolo risparmiatore quanto della grande istituzione e sono per questo un prodotto finanziario universale. In funzione del piccolo risparmiatore, i fondi comuni possono essere considerati un passaggio intermedio tra l’investimento in
Dopo aver compiuto tutti i passaggi precedenti su
Ciao, come sta andando la tua crescita personale come investitore per capire