Lo spread tra il nostro Btp e il bund tedesco ripiega sotto i 490 punti, dopo aver toccato in apertura i 500 punti. La forbice tra i due titoli si restringe così a 482 punti base, mentre il rendimento del decennale scende al 6,73%. E’ questa la cronaca di oggi.
Un segnale positivo, dopo la paura della fine della scorsa settimana, quando avevamo superato la soglia dei 500 punti (ma secondo il sito Trading Borsa il tutto è conseguenza della modifica del calcolo dello spread). Se le cose continuassero su questo passo, e se la lotta all’evasione promessa dal Ministro dello Sviluppo Economico Passera si dimostrasse serrata, magari in tandem con l’asta delle frequenze televisive, che garantirebbe subito un gettito di 16 miliardi, il nostro Paese sarebbe fuori dalla sabbie mobili.
E’ questa l’opinione generale, che si serve però di molti “se” e poche certezze. Una valutazione senz’altro ottimistica. Il motivo per cui, invece, le cose potrebbero non essere così semplici, ce lo spiega Maurizio Mazziero, analista finanziario e amico di Come Investire Oggi. Per farlo Mazziero si serve di un grafico – implacabile – che getta molte ombre sulla nostra liquidità da qui ai prossimi mesi.
…”La Figura 1 presenta i titoli in scadenza sino a ottobre prossimo. Com’è facile intuire, sebbene la fine del 2011 non dovrebbe presentare particolari sorprese, dipinge una situazione con conseguenze nell’immediato. Tra febbraio e marzo, infatti, quando scadranno circa 100 miliardi di euro. Una cifra considerevole da rimborsare per un paese che non naviga in buone acque come il nostro. A questo si aggiunge che le operazioni di acquisto a sostegno da parte della BCE, hanno già raggiunto dimensioni imponenti e si dovrà verificare in quella fase il persistere delle attività di supporto, subordinate anche al procedere delle decisioni in ambito comunitario”.
Riconsiderata alla luce di questi dati, ora è più facile comprendere il perché dell’accelerazione apportata alla manovra e le revisione di alcuni punti prima della votazione della fiducia della scorsa settimana. Tra febbraio e marzo il test che dovremo affrontare sarà molto duro: 100 miliardi di euro sono una cifra considerevole. Soprattutto per un paese in recessione e che non può fare affidamento sul debito pubblico, perché sopra i livelli di guardia. Speriamo quindi che il Governo Monti rimuova tutti i “se” e le incertezze, e che riesca dove tutti i precedenti governi hanno fallito. Altrimenti…
Via| Osservatorio trimestrale sui dati economici italiani, Maurizio Mazziero





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