domenica, 5 febbraio 2012

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Che cos’è la Deflazione?

Scritto da Redazione il 26 agosto 2010

come-investire-oggi-deflazioneCiao e bentornato su Come Investire Oggi! Negli ultimi giorno non si fa altro che parlare di deflazione e del pericolo che il nostro sistema economico dovrebbe affrontare nel caso questo fenomeno dovesse manifestarsi con troppa forza. Ma a che cosa dobbiamo pensare quando immaginiamo la deflazione?

La deflazione in pratica è un fenomeno economico che si registra quando all’interno di un sistema economico si manifesta una sostanziale diminuzione di liquidità ed una contemporanea diminuzione dei prezzi. Meno soldi in giro ed acquisti che necessitano di meno banconote, in pratica. Ma ovviamente non è tutto qui.

E’ vero che la deflazione è l’opposto dell’inflazione ed è cioè una diminuzione generale del livello dei prezzi, ma se le merci costano meno non siamo tutti più ricchi. La realtà è che quando i prezzi scendono, la recessione invece che rallentare si aggrava. Per due differenti motivi:

I consumatori, nella speranza che i prezzi continuino a scendere, rinviano gli acquisti
• Torna a salire il tasso di interesse reale (che è dato dalla differenza tra il tasso di interesse nominale, ossia il tasso di interesse al quale la Banca Centrale presta il denaro alle altre banche e l’’inflazione).

La conseguenza per i cittadini è un aumento del costo di prestiti, mutui e finanziamenti che potrebbero stimolare la domanda e far ripartire l’economia. La deflazione crea quindi una spirale negativa. Per questo motivo oggi la Banca Centrale Europea si trova a dover decidere tra due linee di azione sostanzialmente opposte.

1) La linea dura: non far scendere, in nessun caso, il costo del denaro sotto all’1%. Gli esperti sono concordi nel sostenere che un costo del denaro troppo basso rischia di favorire i comportamenti poco prudenti che abbiamo visto essere all’origine della crisi. Al contrario, un costo del denaro eccessivamente alto rischia di bloccare l’accesso al credito da parte delle imprese, ingessando così l’economia.
2) Seguire la strada tracciata in passato da USA e Giappone e azzerare il costo del denaro per far ripartire l’economia e gli investimenti.

La BCE deve quindi attuare una delicata politica di compromesso, che da un lato permetta di stimolare la ripresa dei consumi e degli investimenti, dall’altro deve evitare lo spauracchio della deflazione che potrebbe far sprofondare l’economia di alcuni paesi europei. Secondo Standard&Poor’s quelli più a rischio sarebbero Spagna, Gran Bretagna e Irlanda, che assieme a Grecia, Portogallo e Italia formano il gruppo dei paesi così detti paesi P.I.G.S., il cui debito pubblico è a rischio insolvenza.

In linea di massima, la deflazione è un fenomeno macroeconomico di sensibile e prolungata riduzione dei prezzi dei prodotti e servizi all’interno di un sistema economico.

La deflazione è accompagnata da una scarsità di moneta circolante e generalmente è una delle conseguenze o un sintomo di crisi economica e di recessione. L’opposto della deflazione è la tanto odiata inflazione.

Ad un’analisi superficiale la deflazione potrebbe sembrare positiva, addirittura auspicabile, per via del fatto che i prodotti e i servizi offerti durante la congiuntura deflattiva sono abbondanti e meno costosi, purtroppo nella realtà non lo è per nulla perchè è indice di un cattivo stato di salute del sistema economico e/o finanziario.

Tuttavia la deflazione non è il peggiore dei mali possibili, ad esempio la stagflazione o l’iper-inflazione creano in generale maggiori disagi al tessuto sociale e al sistema economico.

Ad esempio il Giappone proviene da un periodo di deflazione durato oltre cinque anni, dal 2000 al 2006, tuttavia non è malconcio come gli USA dopo la crisi dei mutui subprime.

Molti economisti in questi ultimi tempi vanno annunciando che nei prossimi mesi gli USA saranno colpiti da un’impetuosa ondata deflattiva, i cui effetti nefasti raggiungeranno i paesi ad economia avanzata e dunque anche l’Europa e l’Italia.

Su queste conclusioni al momento non si ha unanimità di giudizio, tuttavia l’ipotesi di un periodo deflattivo di circa 12-24 mesi che dagli Usa contagerà gli altri paesi del G8 è ad oggi la più probabile.

Il modo migliore per monitorare i cicli deflattivi è attraverso i grafici dell’inflazione su un periodo temporale minimo di un anno. Un grafico con la linea dell’inflazione piatta o leggermente calante per almeno 5-6 mesi rivela che è in corso una fase deflattiva dell’economia.

Se nonostante tutto sei determinato a portare avanti i tuoi progetti d’investimento visita la pagina “bonus e materiale gratis sul sito di Come Investire Oggi: chi è riuscito a mettere qualche risparmio da parte sicuramente non avrà di che guadagnare nell’investire i propri risparmi alle porte di un eventuale fase deflattiva. Il rischio di vedere il proprio capitale ridimensionarsi in qualche modo viene ammortizzato dalle stesse condizioni sfavorevoli del mercato.

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