venerdì, 18 agosto 2017

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Crescita finanziaria, economica e culturale

La Fondazione Roi si rinnova con il nuovo Cda guidato da Giovanni Diamanti

Scritto da Redazione - mercoledì, 15 febbraio 2017 - Letto 341

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La fondazione Roi  è uno dei punti di riferimento culturale di Vicenza.
È stata voluta dal marchese Giuseppe «Boso» Roi nel 1988 per sostenere
progetti culturali, in particolari quelli di Palazzo Chiericati 510mila azioni della Bpvi.

Fondazione Roi* volta pagina: dopo una stagione contrassegnata da silenzi, polemiche, lettere e annunci, si insedia il nuovo Cda guidato da Giovanni Diamanti.
Un appuntamento contrassegnato da pratiche di rito ma anche di sorprese perché all’orizzonte, per la Fondazione, c’è anche la proposta transattiva di Banca popolare di Vicenza che riguarda poco meno di mezzo milione di azioni possedute dall’ente di mecenatismo culturale.

E il Comune, in questo senso, va in pressing, queste le parole del assessore alla Crescita, Jacopo Bulgarini d’EIci:

«La Fondazione è autonoma in tutto e per tutto ma credo che per l’ente non ci sia altra strada se non quella di accettare la proposta dell’istituto di credito»

Insomma, il motore della Roi va rimesso in moto.
E’ a questo che guarda l’amministrazione comunale all’alba dell’era Diamanti.
Il sociologo, saggista e professore universitario è stato designato lo scorso 12 dicembre alla guida della Fondazione creata dal marchese Giuseppe Roi con lo scopo di «sostenere e promuovere i musei civici di Vicenza» e in particolare Palazzo Chiericati.

Diamanti arriva a guidare l’ente dopo che il suo predecessore, Gianni Zonin, l’ha lasciata la scorsa primavera, dimettendosi nel pieno della polemica nata attorno alle 510 mila azioni della Popolare e della Roi e dunque soggette alla svalutazione dei titoli stessi, con una perdita – a bilancio – di circa 30 milioni di euro.

Il caso ha tenuto banco per oltre un anno fra polemiche, lettere, esposti presentati da personalità cittadine. Lo scorso autunno sono giunte le dimissioni del cda della Roi guidato dall’ora vicepresidente Marino Breganze e poi, a dicembre, la nomina dei tre nuovi consiglieri da parte di Banca popolare di Vicenza (per statuto incaricata a nominare tre consiglieri su sette): i volti nuovi sono quelli di Diamanti (indicato come presidente), Andrea Valmarana (dottore commercialista e revisore contabile) e Giovanna Crossato (giornalista e critica d’arte).
A loro si affiancheranno anche gli altri quattro membri già in carica, ovvero monsignor Francesco Gasparini (direttore del museo diocesano), Emilio Alberti (progettista del restauro di Palazzo Chiericati), Giovanna Rossi di Schio e Giovanni Villa, membro di diritto in veste di direttore scientifico del Chiericati.

Dopo la nomina del presidente e vice, con la seconda carica ancora da definire, sono più chiare le intenzioni della Fondazione in merito alla proposta transattiva avanzata ai soci da parte di Bpvi (9 euro ad azione e rinuncia alla causa).

 

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