venerdì, 18 agosto 2017

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Crescita finanziaria, economica e culturale

Effetto Trump? Il dollaro sale in meno di 24 ore

Scritto da Redazione - martedì, 29 novembre 2016 - Letto 599

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A seguito delle elezioni americane non si aspettava altro che conoscere l’esito dell’effetto Trump sui mercati valutari, una delle tematiche economiche maggiormente discusse negli ultimi tempi e divisa in due atti che hanno visto un crollo iniziale seguito da un’inaspettata risalita.

Momenti incerti per gli investitori e il biglietto verde, in parte durati meno di 24 ore: a Wall Street l’inizio in rosso ha favorito le Borse europee come Mosca (+2,2%) e Francoforte (+1,5%), ad eccezione di Milano (-0,1%) e Madrid (-0,4%). La moneta unica ha raggiunto la quota 1,13 contro il Dollaro, un valore non molto distante dai massimi di agosto di 1,12.
Ma dopo cinque giornate ribassiste consecutive, i trend che seguono l’inaspettata vittoria di Donald Trump vedono un rafforzamento della valuta americana su tutte le principali divise internazionali, con un Dollaro al livello più alto dal 2003 e nuovi record per Wall Street.
Ne hanno parlato e tutt’ora ne parlano giornali di ogni portata, utilizzando metafore di ogni genere per descrivere la “picchiata” e “risalita” che solo in pochi erano riusciti a prevedere. E’ stata una settimana ricca di emozioni con listini azionari che sembravano impazziti.

L’effetto negativo dei risultati di queste elezioni ha colpito soprattutto le piazze asiatiche, dalla Borsa di Tokyo (-5,5%) a Hong Kong (- 2,82), compreso l’indice Hang Seng a quota 22.262. Ma con la successiva ascesa del dollaro e il Black Friday alle porte, la Borsa giapponese ha ricevuto una spinta notevole (indice Nikkei +1%, yen 1 112,740) nonostante il ribasso iniziale del 7% dal giorno della vittoria di Trump.
Sempre più diffusa la possibilità di un rialzo dei tassi, ma l’idea di un aumento ha colpito ulteriormente Hong Kong (-0,2%), oltre a Mumbai (-0,3%) e (Seul -0,7%), favorendo invece Shangai (+0,3%).

 

Le perdite dovute al deprezzamento del cambio euro/usd sono state recuperare dal Ftse Mib; i dati macroeconomici americani hanno confermato un Dollaro ai massimi del 2013 e le previsioni sono estremamente incoraggianti, a tal punto da suscitare l’interesse dei trader forex.
C’è chi continua a chiedersi se e quanto durerà, ma ovviamente non ci sono certezze e non resta che attendere per scoprire se valute e oro ci sorprenderanno ancora.
I mercati europei reagiscono con una pressione che coinvolge soprattutto Spagna e Francia e si torna a parlare di un euro costantemente debole, specialmente in confronto alla sterlina e ad azionari quali America e Giappone, temendo che questo andamento possa intaccare la stabilità dell’Unione Europea.

 

Con un cambio euro-dollaro che tocca di nuovo minimi annuali e il rialzo dei tassi di interesse, la volatilità è forte e per gli investitori i dubbi sembrano non finire; continuerà o meno il rafforzamento? Vale la pena credere in un pullback sul mercato e i cambi o si tratta di un’ascesa passeggera?
Nonostante non vi siano certezze in merito a questo rally, la scommessa per molti è sicura: alcuni investitori dicono sì, confortati dalle politiche espansioniste di Trump e dalla possibilità di un rapido rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

 

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CNY vs USD di Oanda

Se da un lato tutti restano sorpresi per l’apprezzamento del dollaro, dall’altro ritroviamo la valuta cinese in difficoltà, con un indebolimento che risale già all’ingresso ufficiale dello yuan tra le valute del Fondo monetario internazionale.

Fin dal mese di ottobre i ribassi della valuta di Pechino non era passano inosservati e le previsioni parlo chiaro: il deprezzamento non è in fase di arresto. Con una perdita di quasi il 2% sul dollaro, lo yuan ad oggi è sceso a livelli record (circa il 6% dall’inizio dell’anno 2016). La valuta cinese è ai minimi storici e anche a detta di Barclays la situazione è destinata a peggiorare.

 

E fra i colpi di scena figura anche l’oro, con un’iniziale ripresa sui mercati che è andata di pari passo con i risultati elettorali del nuovo presidente degli Stati Uniti.
In seguito alla vittoria del repubblicano le quotazioni del lingotto d’oro hanno vissuto una caduta libera, salutando l’impennata del 5% che ha abbagliato tutti per poche ore.

 

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