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Se la crisi si paga dal conto dei ricchi

Scritto da Redazione - lunedì, 15 aprile 2013 - Letto 1331

Se la crisi si paga dal conto dei ricchiE se la crisi venisse aiutata o risolta facendo pagare il conto ai ricchi?
Non sarebbe male se venisse pagata dai ricchi dei paesi che vengono aiutati dalla Ue.
Gli economisti più importanti della Germania si schierano apertamente per il modello Cipro, auspicando siano i patrimoni dei più facoltosi a finanziare i nuovi salvataggi di stati dell’eurozona.
Un messaggio diretto al Sud Europa e di conseguenza anche al nostro paese.

IL CONTO DEI RICCHI – Cipro non deve rimanere un’eccezione.
Il pacchetto di aiuti all’isola in crisi è stato costituito dalla concessione di prestiti europei, con il supporto consueto del Fondo monetario internazionale, ai quali però si è aggiunto anche un sostanzioso contributo trovato dal governo di Nicosia con un maxi prelievo su azionisti, obbligazionisti e conto correntisti delle maggiori banche cipriote.
Il salvataggio di Cipro ha costituito in questo senso una profonda novità nella storia recente dell’Ue, che finora era intervenuta chiedendo sì misure di risparmio agli stati aiutati, ma finanziando i salvataggi con i crediti garantiti dai fondi salva euro. Per i più importanti economisti tedeschi questo però non è più possibile, perchè in futuro anche i cittadini più ricchi dei paesi in difficoltà dovranno dare un loro sostanzioso contributo, in modalità differenti rispetto a quanto deciso dal governo di Nicosia.
Per uno gli esperti del governo tedesco, come Peter Bofinger è essenziale che gli stati dell’eurozona versino una propria quota nel caso di futuri salvataggi, colpendo in particolare i patrimoni dei loro contribuenti più facoltosi.

PATRIMONIALE AL SUD – Bofinger ha chiesto ai governi del Sud Europa di far sì che “i ricchi siano obbligati a dare una parte del loro patrimonio nel corso di un periodo temporale lungo dieci anni”. Secondo l’economista, che fa parte del consiglio degli esperti economici del governo tedesco dal 2004, rimarca come una tassa patrimoniale sia molto più indicata di una compartecipazione dei risparmiatori come quella decisa per il salvataggio di Cipro.
“In questo momento i ricchi più intraprendenti del Sud Europa portano i loro soldi nelle banche del Nord, così da tutelare il loro patrimonio da un possibile prelievo”. Come rimarca Der Spiegel, alla base di questa richiesta di colpire i più facoltosi della problematica periferia dell’unione monetaria c’è il rapporto della Bce sulla ricchezza all’interno dell’eurozona.
Secondo Lars Feld, un altro membro del Consiglio degli esperti economici del governo tedesco, lo studio della Banca centrale europea ha dato ragione alla durezza della Germania.

PAGARE LE TASSE – Lars Feld spiega a Der Spiegel come i crediti internazionali ai paesi in eurocrisi debbano essere concessi solo in caso di controprestazioni per il loro pagamento. ” Se le tasse fossero riscosse in modo effettivo e non fossero presenti solo su carta, anche la stessa Grecia potrebbe convincersi della sostenibilità del proprio debito”. Guntram Wolff, economista del prestigioso think tank di studi europei Bruegel, evidenzia però come il rapporto della Bce abbia sottolineato la crescente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza in Germania. Per questo anche i più facoltosi contribuenti tedeschi devono dare un maggior contributo per finanziare il costo della crisi che al momento ricade su tutti i cittadini. “Un salvataggio dell’euro condotto in modo assurdo sarebbe quello dove il più povero medio contribuente tedesco protegga i ricchi greci dall’imposizione di nuove tasse.” Un tema evidenziato dalla copertina del numero di questo settimana di Der Spiegel, che tuona contro l’Europa del Sud che nasconde la sua ricchezza.

giornalettismo.com

1 commento

  1. andy Said,

    Non è corretto colpire i conti correnti, o solo i conti correnti. Chi è ricco e sul conto corrente non nulla perché possiede investimenti di altra natura non viene colpito, e a pagare rimangono sempre i soliti noti. Forse sarebbe il caso di tassare in modo molto pesante i redditi che superano determinate soglie e prelevare la quasi totalità dei super premi qaziendali.

    Posted on maggio 8th, 2013 at 10:33 am

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