Ieri si sono concluse le nomine dei sottosegretari del nuovo Governo Monti. Una faticaccia, se pensiamo che il nuovo premier ha dovuto mettere d’accordo almeno cinque partiti di maggioranza: Udc, Fli, Pdl, PD e Idv. Finendo poi, come succede spesso, a scontentare un po’ tutti, alimentando le critiche de Il Fatto Quotidiano, che ha subito gridato allo scandalo. E non gli si poteva dare torto.
Ci eravamo appena lasciati alle spalle gli strali della polemica che aveva coinvolto il neo ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture Passera, “reo” di aver speso parte della sua vita tra banche e istituti di credito – e quindi incapace, secondo molti, di legiferare serenamente su materie che potrebbero coinvolgere i suoi ex datori di lavoro e ex soci (Passera è stato, fino a pochi giorni fa – si è liberato della sua carica, corrispondente al 3%, di socio di minoranza di Intesa San Paolo, banca che ha giocato un ruolo chiave in almeno due grandi operazioni: la nuova Alitalia, con il criticato acquisto del 10% del pacchetto azionario e poi il sostegno alle Ntv, la compagnia ferroviaria del duo Montezemolo/della Valle) e ora chi ci ritroviamo? Il braccio destro di La Russa, Filippo Milone!
Appena nominato sottosegretario alla Difesa, Milone è personaggio anch’egli coinvolto nell’affaire Finmeccanica e tirato in ballo dalle dichiarazione di Borgogni. Una professionalità veramente necessaria? A noi sembra, con tutto onestà, un soggetto che ha poco a che fare con Monti e il suo innegabile stile.
Ma siamo sicuri che il neo premier sia riuscito a dirigere le nomine come avrebbe voluto? Ce lo chiediamo perché, nella stessa giornata, il premier è volato a Bruxelles, a fare le veci del ministro dell’Economia ad interim, strappando il plauso di Olli Rehn, il rigorosissimo vicepresidente tedesco della commissione europea, che ha definito la nuova manovra da 25 miliardi di euro “una buona base per le riforme”. E gli incontri proseguiranno per il resto della settimana. Noi di Come Investire Oggi, che ogni giorno seguiamo con apprensione le reazioni di mercato, plaudiamo al nostro nuovo premier, ma visti i risvolti “casalinghi” molto meno inappuntabili, cominciamo a chiederci se non sia troppo… Due cariche così importanti, in un periodo storico così delicato, sono un impegno gravoso per il 60enne Monti.
I detrattori ci diranno che in questo momento la sua figura autorevole è necessaria per l’Italia in Europa, e su questo siamo d’accordo. Ma il suo lo ha già fatto quando da, presidente del Consiglio, ha incontrato il trittico Barroso, Merkel, Sarkozy. Non riteniamo sia una buona idea avere un ministro dell’Economia ad interim, visto la complessa situazione politica italiana, che sicuramente starà assorbendo il nostro premier più di quello che sarebbe lecito pensare, con il PDL che ogni giorno minaccia di staccare la spina e la Lega pronta a martellare su tutto.




Bentornati con il nostro report sull’Euro dollaro. Novembre si chiude al ribasso. Noi restiamo flat, in attesa di capire gli sviluppi politici e economici dell’area euro. Anche per questi sette giorni, quindi, divieto assoluto di entrare con investimenti a medio-lungo termine. Per questo motivo vi consigliamo di valutare entrate a breve termine, sfruttando l’operatività di un
Buongiorno e bentornati al nostro report sul Light Crude Oil.
Oggi è tempo di bilanci sul Ftse Mib. Purtroppo molto negativi. L’indice chiuderà il mese in modo molto negativo; la nostra speranza è che non si scenda ancora, magari toccando gli stessi valori di settembre, uno dei periodi più neri degli ultimi dieci anni.
I giochi sembrano fatti. Novembre si chiuderà molto probabilmente in ribasso. Del resto lo