Continua il monitoraggio sul mercato dei metalli preziosi. L’analisi di questa settimana vede un mercato dei preziosi segnato da alcune dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale e da altri fenomeni di carattere macroeconomico. L’articolo si aggiunge a quello del 15 febbraio e a quello dell’ 8 febbraio, e va ad arricchire gli strumenti d’analisi – Report sul mercato dell’Oro e del Petrolio - che lo staff di Come Investire Oggi mette a disposizione dei propri lettori. Inoltre, all’interno del blog sono a tua disposizione strumenti completamente gratuiti raggruppati nell’area download, consultabili subito cliccando QUI. Non perderti i nostri articoli, continua a seguirci e non ti sarà difficile trovare le soluzioni d’investimento più adeguate alle tue esigenze.
DATI MACROECONOMICI: DEBOLE IMPATTO SUL MERCATO DEI PREZIOSI
di Carlo Vallotto
I prezzi delle materie prime potranno essere molto volatili in settimana. Nel corso degli ultimi periodi petrolio, oro e altri prodotti hanno evidenziato un forte consenso attorno a livelli di prezzo più recenti.
Gli eventi macroeconomici della settimana, cioè un forte aumento del dollaro, l’annuncio del Fondo Monetario Internazionale in merito alla vendita di una parte delle proprie riserve auree, la Federal Reserve che ha aumentato del tasso di sconto, la prova di una maggiore crescita economica negli Stati Uniti e in altre parti del mondo e utili societari maggiori in tutti i mercati azionari non sono riusciti ad innescare un sell-off importante in oro.
Anzi guardando attentamente, ad ogni diminuzione di prezzo del metallo ha corrisposto un acquisto significativo da parte di investitori che cercano di aggiungere ulteriori posizioni oltre a quelle già detenute in portafoglio.
I Prezzi dell’oro questa settimana probabilmente resteranno tra $ 1.080 o 1.100 dollari sulla fascia bassa e 1.150 dollari per la fascia alta; la tenuta del supporto è dimostrazione che il metallo giallo è riuscito a reggere abbastanza bene ai diversi fattori negativi sopra indicati, che invece in altre circostanze hanno influito pesantemente.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha dichiarato la scorsa settimana che avrebbe iniziato le trattative per la vendita di 191 tonnellate (6,1 milioni di once) di oro sul mercato, specificando al contempo che tale vendita sarebbe stata fatta secondo le modalità previste per non influenzare lo stesso mercato dei preziosi.
La Fed aveva dichiarato più volte nelle ultime settimane la sua intenzione di ridurre i suoi programmi di liquidità, e il rialzo dei Tassi di Sconto è stato visto come il primo passo in questo processo. Tali osservazioni possono aver contribuito alla forza del dollaro statunitense nelle scorse settimane e l’aumento effettivo del Tasso di Sconto potrebbe non aver colto di sorpresa i mercati; infatti i prezzi sono scesi inizialmente, ma presto hanno recuperato, come si nota dal grafico di seguito:

I prezzi dell’ Argento potrebbero risalire fino 17,00 dollari. La congestione nel mercato di New York, apparso la settimana scorsa può trovare una spiegazione nel roll over dalle posizioni di marzo a posizioni successive.
Il supporto per i prezzi invece resta posizionato a 14,75 dollari. Le aspettative di una forte domanda industriale di argento nel medio-lungo termine continuano a sostenere i prezzi insieme ai dati macroeconomici rilasciati nell’ultimo periodo che segnalano che la ripresa economica è in corso.
Questo potrebbe essere positivo per i prezzi, dato l’uso dell’argento in molte applicazioni industriali.
La domanda di Argento da parte di ETF, ha raggiunto un record di 472,7 milioni once partire dal 19 febbraio, +0,2% da 471,8 milioni oncia il 12 febbraio. L’investimento in preziosi può comunque trovare una performance migliore seguendo i segnali forniti da un trading system.
Questo report è stato scritto da Carlo Vallotto ed è relativo alla settimana del 22/28 febbraio
Buon Trading
Max




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