Non serve essere un analista finanziario o un economista per capire che qualcosa non va nel sistema economico finanziario mondiale: abbassamento del rating degli stati, disoccupazione, bassi consumi, tassi reali negativi, aumento indiscriminato dei prezzi, pressione fiscale in continuo aumento, leggi economiche sempre più restrittive, svalutazioni competitive tra monete, banche sull’orlo del fallimento, blocco del credito commerciale.
Il sistema degli ultimi quarant’anni, in particolare da quando Nixon ha abolito la conversione del dollaro come valuta di riserva delle banche mondiali, ha permesso un’espansione della massa monetaria senza precedenti, motivo alla base dell’inflazione strutturale nel sistema monetario moderno.
Perché i prezzi di qualsiasi bene sono saliti negli ultimi decenni?
È vero che la crescita demografica è stata molto importante, ma questo fattore incide sulle commodities, e non sul prezzo degli immobili in zone storiche, o delle tariffe autostradali, o delle assicurazioni, anzi in una logica di economie di scala i prezzi avrebbero dovuto scendere in termini reali.
Perché dieci anni fa i prezzi (di tutto) erano più bassi?
Perché la quantità di denaro e credito in circolazione è aumentata a dismisura:
più denaro per quantità di beni e servizi = aumento dei prezzi
La differenza tra avere soldi cash o credito dal sistema bancario non influenza significativamente la domanda di beni e servizi, anzi la percezione di pagare in comode rate è stata un grande stimolo all’economia dei consumi, in particolare negli USA, dove qualsiasi acquisto viene finanziato. Finché l’acquirente può pagare gli interessi sono tutti contenti: la banca che incassa il tasso di interesse, il consumatore che può permettersi un bene e soddisfare le sue aspettative, e il venditore che può vendere.
Prima o poi però si arriva alla resa dei conti. Se è vero che l’espansione del credito è una leva essenziale per lo sviluppo economico, si arriva al punto in cui il credito marginale non crea crescita, perché non è più assorbibile. Come disse l’avvocato Agnelli in un’intervista, “non è perché sono ricco che al mattino bevo 18 cappuccini”.
L’ultima manovra di espansione monetaria messa in atto dalla Fed al fine di stimolare l’economia ha avuto un effetto disastroso sul PIL, ovvero per ogni dollaro di credito solo una piccolissima parte si è trasformata in crescita economica.
Dove sono andati tutti gli altri soldi? A sostenere il sistema finanziario globale che, diversamente, sarebbe imploso, perché gli attivi delle banche in gran parte non ci sono più, si sono letteralmente polverizzati. I passivi, invece, sono rimasti.
Il risultato finale è che le banche hanno sospeso nuovamente gli impieghi commerciali, hanno alzato i tassi, e hanno utilizzato i fondi delle banche centrali per far fronte agli impegni di bilancio.
Ma per l’investitore prudente ci sono sempre i vecchi e sicuri titoli di stato! Purtroppo anche gli stati si trovano in questa posizione; anzi, molte banche sono in crisi proprio perché hanno titoli di stato con minusvalenze del 30% in pochi mesi, inoltre spesso questi acquisti sono stati fatti a leva amplificando il rischio e la perdita.
Sembra che in questi ultimi decenni si sia perso il concetto di prosperità di un paese, concetto molto diverso da quello di crescita! Non fatevi ingannare quando i mass media annunciano una crescita economica del 2% o 4%! La domanda da porsi deve essere: quanto debito è associato a questa crescita. Prosperità vuol dire che uno stato, una famiglia o un’impresa guadagna più di quello che spende per esistere. La riflessione, che ne deriva di conseguenza, è che nemmeno uno dei paesi europei ha rispettato minimamente i parametri di Maastricht. Vale a dire che questi assiomi erano impossibili.
Quali sono le soluzioni?
1) Implosione del sistema, spaccamento dell’Euro, tensione sociale, iperinflazione, guerra
2) Aumento della massa monetaria a sostegno del debito sovrano e del sistema finanziario: default by inflation! Ovvero, il debito nominale verrà pagato puntualmente, ma il potere di acquisto sarà dimezzato nel giro di dieci anni; cosa peraltro già successa in Italia con la svalutazione della Lira per entrare nell’Euro.
Cosa fare?
È inutile preoccuparsi, bisogna occuparsi delle proprie finanze quale unico elemento di libertà di azione futura.
Come?
Semplicemente ignorando gli ultimi trent’anni di cultura finanziaria, dato che la realtà attuale ci dimostra ogni giorno che evidentemente non ha funzionato. Dobbiamo guardare a trend più lunghi nella storia, in percezione di valori più consolidati e radicati, dobbiamo mirare ad asset che hanno dimostrato di sopravvivere a qualsiasi burrasca. L’unico asset che ha dimostrato in più di 3000 anni queste caratteristiche è l’Oro fisico. Per esempio, un cinese oggi non compra un titolo italiano, ma sicuramente compra Oro di qualità!
Questa semplice riflessione dovrebbe indicarci qual è un valore di riferimento mondiale. Non è un caso che le banche centrali per la prima volta da trent’anni abbiano ripreso a comprare Oro per diversificare le proprie riserve valutarie.
Dr. Gold BMPI







Rame, Argento, Platino e Palladio in calo hanno portato le commodities alla peggiore settimana da più di 50 anni. L’indice Reuters/Jefferies Crb che segue l’andamento di 19 materie prime è crollato negli ultimi giorni del 9,9%: il maggior ribasso dal 1956. Fra le cause di questo scivolone il nuovo recupero del dollaro sul mercato valutario, il cui effetto è stato moltiplicato dalla crisi del credito, che ha paralizzato una larga porzione del tradizionale volume d’affari delle Borse merci.