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Dopo il rimbalzo messo a segno dagli indici a partire dai minimi di luglio, i mercati tornano a soffrire chiudendo l’ottava con perdite diffuse su tutti i listini. Particolarmente incisiva l’ultima seduta, con gli indici di Wall Street che registrano un ribasso compreso tra il 2,5% ed il 3%.
A motivare la discesa le trimestrali dei Big Usa qualitativamente deludenti anche se generalmente sopra le attese del consensus ed il timore di un ritorno alla recessione.
L’attività industriale degli Stati Uniti mostra un evidente rallentamento e la fiducia dei consumatori registra valori minimi negli ultimi 11 mesi.
A rallentare anche le fluttuazioni dei prezzi al consumo, il pericolo di deflazione fa temere gli investitori, e richiede ai governi ulteriori politiche di quantitative easing al fine di scongiurare il ritorno alla recessione. Il movimento del Baltic Dry Index nell’ultimo periodo palesa il rischio concreto di una forte correzione delle materie prime.
Intanto l’euro continua a rafforzarsi sul dollaro chiudendo l’ottava a 1,2933 galvanizzato dalle parole rassicuranti del governo cinese, che ha affermato che l’Europa rappresenta uno dei mercati principali in cui il Dragone intende investire le proprie riserve.
In questo contesto di mercato, prevale la volontà degli investitori istituzionali di privilegiare la liquidità.
I mercati si muovono con forti escussioni (rialziste/ribassiste) ma in un contesto scevro di volumi il quadro rimane volatile e privo di direzionalità. I driver per i mercati rimangono al momento: i dati macro, le relazioni trimestrali e gli stress test.
Sugli Stress Test la situazione rimane assai ingarbugliata e potrebbe esser necessario un rinvio (la data di pubblicazione annunciata è il 23 luglio). La pubblicazione avverrà a mercati chiusi, ma potrebbe deludere gli analisti sia per lo scarso livello di informazioni che verranno divulgate al mercato che per i bassi livelli di patrimonializzazione richiesti.
Ritorniamo a confermare la strategia del Dollar cost average con copertura. Si tratta di costruire un portafoglio azionario diversificato, investendo in modo costante per un periodo di tempo determinato il proprio capitale. Il lasso di tempo ideale che deve intercorrere tra un’operazione e l’altra è di circa 6 mesi. Il prezzo medio di acquisto alla fine del periodo considerato risulterà più basso rispetto alla media aritmetica dei prezzi delle singole quote acquistate.
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Altra settimana di forti discese per i mercati finanziari mondiali. L’indice principale italiano, il Ftse Mib, perde il 4,5% chiudendo l’ottava appena sopra i 19 mila punti. Il ribasso da inizio anno supera il 18% e molti titoli si trovano oltre i minimi di marzo 2008. Male anche i mercati americani, che violano il supporto dei 1.040 punti dell’S&P 500. Le performance negative degli indici di Wall Street si aggirano sul 5%. Sul resto dell’Europa, parigi segna un – 4,9%, Francoforte -3,9%, Londra -4,1%.
Settimana negativa per gli indici azionari che dopo il buon recupero messo a segno nelle precedenti ottave torna a soffrire sulla scia dei rinnovati timori sulla sostenibilità della ripresa economica. Perde terreno anche Milano che ha ceduto il 3,81%, chiudendo l’ottava a 19.962 punti., portando il ribasso da inizio anno a circa 14 punti percentuali.
Altra settimana molto positiva per i mercati che dopo il crollo maturato nel mese di maggio continuano la fase di recupero.
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