martedì, 27 giugno 2017

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Le regole per comprare le azioni

Scritto da Redazione il 11 febbraio 2013

comprare azioniQuanti prima o poi ci hanno provato a tentare la fortuna con l‘investimento azionario?
Ai più esperti, talune volte, forse è anche andata bene;  ma a fronte dei pochi che sono riusciti a guadagnare con le azioni, sicuramente molti hanno lasciato in Borsa “lacrime e sangue”.
Per guadagnare con gli investimenti in borsa bisogna essere ben preparati e solo allora comprare azioni può diventare un business redditizio.
Ma attenzione, perché l‘investimento o meglio la speculazione con le azioni è “roba” davvero per esperti, al limite anche per chi, non esperto, ama comunque il rischio e ci prova.
Chi acquista azioni punta al rialzo e se ne assume tutti i rischi, compresa la perdita totale o parziale del capitale investito.

Ma cos‘è un‘azione?
L‘azione è una quota del capitale sociale di una società per azioni (Spa) o di una società in accomandita per azioni (Sapa); acquistando un‘azione si diventa proprietari di quella quota e quindi ci si assume anche il rischio connesso all‘attività aziendale.

Non tutte le società per azioni sono quotate in borsa;
solo quelle che offrono maggiori garanzie di solvibilità e solidità finanziaria vengono ammesse alla quotazione.
Per queste società è anche più facile procedere a consistenti aumenti di capitale, offrendo ai risparmiatori, sul mercato altre quote del capitale sociale (azioni appunto) e scaricando in questo modo a terzi una parte – a volte gran parte – del rischio aziendale.
Dall‘altro lato i proprietari delle aziende quotate mantengono il controllo della società, a volte anche con “pacchetti” minimi di azioni (cd. pacchetti di controllo), riuscendo a realizzare spesso, attraverso gli aumenti di capitale e la vendita al pubblico dei risparmiatori, ingenti somme paragonabili a quelle della vendita dell‘intera azienda o parti di essa.

Tipologie e caratteristiche in breve delle azioni:
azioni ordinarie, nominative o al portatore: sono quelle che permettono il controllo effettivo della società; sono generalmente le più trattate e richieste sul mercato;
azioni di risparmio: sono state create nel 1974 per favorire l‘approccio del piccolo risparmiatore al mercato azionario; hanno una regolamentazione particolare di tutela del possessore: ad es. danno diritto ad un dividendo minimo e comunque superiore di almeno due punti percentuali a quello delle azioni ordinarie;
azioni privilegiate -nominative: conferiscono al possessore, in caso di scioglimento della società, un diritto di prelazione sia nella distribuzione del dividendo che nel rimborso del capitale.

Come abbiamo detto, per le azioni si presenta spesso il discorso dell‘aumento di capitale sociale.
In questo caso i vecchi azionisti hanno il cd. diritto di opzione (warrant) sulle nuove azioni: la sottoscrizione viene riservata a loro, prima che ad altri nuovi sottoscrittori.

Anche il diritto di opzione può diventare oggetto di scambio speculativo sul mercato borsistico.

I rendimenti
Le azioni possono produrre due tipi di rendimenti: i dividendi e il capital gain.
I dividendi sono la quota di utili realizzati dalla società nel corso di un anno e spettanti al possessore dell‘azione.
Il capital gain è il guadagno ottenuto con la vendita delle azioni possedute e la ritenuta fiscale è del 20%.
Costi e commissioni bancarie per la compravendita di azioni variano da banca a banca; senz‘altro più convenienti quelle dei “conti trading online”.
Attenzione che vi è un costo anche per la gestione del deposito titoli con azioni ed un costo nel caso in cui si voglia trasferire le azioni ad altra banca.

Il meccanismo della speculazione con azioni è in sé semplice:
in un determinato momento si acquista ad un certo prezzo un quantitativo di azioni per rivenderle in un secondo momento ad un prezzo superiore.
L‘eventuale guadagno realizzato si chiama “capital gain”.
Tuttavia, anche se il meccanismo assomiglia a quello di un gioco – ed in realtà è un gioco, d‘azzardo però! – il risparmiatore profano, ma non solo lui, rischia più di perdere che realizzare dei guadagni e questo principalmente perché:
a) non possiede sufficienti informazioni sulla società e sulle dinamiche del mercato e della borsa;
b) l‘investimento azionario è legato ad un‘ovvia “alea” di rischio; ci sono cioè mediamente più probabilità di perdere che di guadagnare;
c) i costi (commissioni) salati che si devono pagare per l‘acquisto e la vendita dei titoli.

Per chi decide di rischiare la “speculazione” con azioni consigliamo di tenere presente che si dovrebbe trattare di un investimento “mordi e fuggi”: le azioni non vanno cioè tenute per lungo tempo (a meno che non si voglia condividere gli scopi e i fini della società).
Meglio “guadagnare nel breve, vendere e pentirsi”, piuttosto che illudersi di vedere crescere all‘infinito il capitale così investito, nel lungo periodo.
Per chi si sente sufficientemente esperto vi è la possibilità anche di gestire da sé i propri investimenti azionari, tramite il cd. “trading online” o l’“home finance”: ripetiamo ci vuole un minimo di esperienza e cautela, ma si può risparmiare notevolmente sulle commissioni.
In ogni caso, come più volte ripetuto, comprare azioni è un gioco pericoloso e quindi la prudenza massima è d‘obbligo.
L‘andamento del titolo va costantemente seguito e la scelta (anche se è più facile a dirsi che a farsi) dovrebbe ricadere sul quelle società ritenute più solide da un punto di vista finanziario e patrimoniale e con prospettive di crescita nel breve – medio periodo.